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I Mondi Sottili e il Sentiero Diretto

  • Immagine del redattore: Hermes
    Hermes
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Il Maha Yoga di Ramana Maharshi


Nei primi due articoli abbiamo incontrato Mouni Sadhu – il monaco silenzioso che visse come meccanico elettrico dopo aver raggiunto l'illuminazione – e abbiamo affrontato la sua "spiritualità senza sconti": non puoi attraversare la Manica senza imparare a nuotare.

Ora esploriamo cosa Sadhu insegna sui mondi sottili e sul Sentiero Diretto che trascende tutti i sistemi spirituali.


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I Mondi Sottili: Teorie Occulte sugli Stati Superiori

Dopo aver stabilito la necessità di fondamenta solide – concentrazione, purificazione morale, autoindagine – Sadhu ci conduce nell'esplorazione di ciò che chiama "teorie occulte sui mondi superiori".

Nel capitolo III di "Samadhi", intitolato "Teorie Occulte sui Mondi Superiori", Sadhu chiarisce immediatamente il suo approccio:

"Ma il titolo di questo capitolo è chiaro: parla delle teorie che l'occultismo offre, per spiegare fenomeni che altrimenti non possono essere spiegati."


Il libro esplora le dimensioni sottili della realtà – i piani astrali, mentali e causali – non per titillare la curiosità o per costruire castelli di teorie, ma per spiegare fenomeni che altrimenti rimarrebbero inspiegabili durante il processo di espansione della coscienza.

Cosa succede quando la mente si acquieta profondamente? Quali stati intermedi esistono tra la coscienza ordinaria e il samadhi? Come si sviluppano i "sensi sottili" che permettono di percepire realtà al di là del fisico?



Ma Attenzione: Le Mappe Non Sono il Territorio

Tuttavia, coerente con la sua spiritualità senza sconti, Sadhu avverte: queste teorie sono strumenti di comprensione, non il fine. Il fine resta sempre la Realizzazione del Sé.

Conoscere la mappa dei piani astrali non ti rende illuminato, così come conoscere l'anatomia non ti rende sano. Sadhu scrive nel capitolo II di "Samadhi", "Sviluppo dei Sensi Sottili e della Supercoscienza nell'Uomo":

"Esiste una differenza tra scienza e supercoscienza che costituisce la differenza tra l'uomo qual è e l'uomo quale potrebbe essere."

I sensi sottili – la capacità di percepire energie, presenze, dimensioni al di là del fisico – possono svilupparsi lungo il cammino. Ma Sadhu mette in guardia contro il fascino di questi poteri (siddhi). Sono segnali stradali, non destinazioni.

Nel suo sistema, influenzato tanto dall'ermetismo occidentale quanto dallo yoga orientale, Sadhu descrive come la coscienza possa espandersi gradualmente attraverso diversi stadi, ma sempre con l'avvertimento: non attaccarti ai fenomeni intermedi.



Il Sentiero Diretto: Maha Yoga

Ed è qui che Sadhu introduce il cuore dell'insegnamento che ha ricevuto da Ramana Maharshi: il "Sentiero Diretto" o Maha Yoga – lo Yoga Supremo.

Non è un sistema tra tanti, ma una sintesi che trascende tutti i sistemi. Non nega alcuna tradizione religiosa, ma le illumina tutte dall'interno, portando l'attenzione sull'unico tesoro autentico: il nucleo immortale della coscienza.


Nel capitolo XX di "Ways to Self-Realization", intitolato "Maha Yoga e il Suo Valore per il Mondo", Sadhu scrive:

"È diventato evidente in quest'epoca di innumerevoli sette, religioni e sistemi filosofici e occulti che era urgentemente necessaria una sintesi che potesse spiegare la base comune a tutti loro, e allo stesso tempo trascenderli infinitamente. Un messaggio unificante doveva essere creato per lo Yogi indiano, l'haji musulmano, il devoto cristiano, l'occultista senza religione, il cercatore senza nome di Dio o della Verità, il contadino, il ministro, l'ingegnere, il marinaio, il mercante: per tutti questi uomini doveva esistere un ideale luminoso comune la cui vetta non poteva essere trascesa da alcuna teoria o concezione precedente. Doveva essere qualcosa di comune a ogni uomo, riferito al nucleo immortale della sua vita, al di là di tutte le differenze razziali e sociali, il suo unico e vero tesoro. E il Maharshi ha fatto proprio questo."



L'Insegnamento Essenziale del Maharshi

Cosa ha fatto di così rivoluzionario Ramana Maharshi? Ha semplificato tutto fino all'essenza:

"Scopri chi sei."

Non ha fondato una religione. Non ha creato rituali complessi. Non ha richiesto conversioni. Ha semplicemente puntato il dito verso l'interno e ha detto: "Guarda chi sta guardando. Indaga su chi sta cercando."

Sadhu continua:

"È venuto a noi nel mezzo del nostro materialismo del ventesimo secolo con le sue scoperte e invenzioni mozzafiato. Non ha condannato nessuna di esse. Non era un leader religioso il cui ruolo è limitato a poche generazioni di uomini, ma tutte le verità religiose sono diventate chiare e comprensibili alla luce della sua rivelazione. Parlava raramente di Dio, sottolineando che gli uomini dovrebbero conoscere se stessi, chi sono, prima di poter essere in grado di realizzare lo stato dell'Essere Infinito, l'Assoluto, che chiamano Dio."

Questo è il Maha Yoga: non aggiungere pratiche, sistemi, credenze, ma togliere tutto fino a scoprire ciò che rimane quando ogni identificazione cade.



Perché Si Chiama "Sentiero Diretto"

Sadhu lo definisce "Sentiero Diretto" (Direct Path) perché evita i lunghi percorsi graduali di molti sistemi yoga. Non devi prima perfezionare le asana, poi il pranayama, poi la concentrazione, poi la meditazione, e così via attraverso otto o più stadi.

Il Vichara – l'autoindagine "Chi sono io?" – va direttamente al cuore dell'illusione: l'identificazione con l'ego.

Nel capitolo XIII di "In Days of Great Peace", intitolato "Il Sentiero Diretto", Sadhu scrive:

"Il Sentiero Diretto, anche chiamato Maha Yoga, lo Yoga Supremo o Sentiero dell'Autorealizzazione, come insegnato dal Maharishi... Le cose che sono spesso ostacoli quando si trattano vari sistemi di Yoga sono immateriali per l'ultima rivelazione della Verità, dataci dal Grande Rishi nella nostra stessa era."

Questo non significa che sia facile. Significa che è semplice. C'è una differenza enorme.

È semplice nel senso che non richiede tecniche complesse. Ma è difficile perché richiede la dissoluzione dell'ego stesso – quella struttura psicologica a cui siamo identificati come "io".



Samadhi: L'Obiettivo Ultimo

Il titolo completo del libro di Sadhu è "Samadhi: La Supercoscienza del Futuro". Perché "del futuro"?

Non perché il samadhi sia qualcosa di nuovo. È antica quanto la coscienza umana. Ma Sadhu crede che sia il destino evolutivo dell'umanità – che sempre più esseri umani si risveglieranno a questa dimensione superiore della coscienza.

Nel samadhi, la separazione soggetto-oggetto collassa. Non c'è più "io" che osserva "quello". C'è solo pura consapevolezza non-duale.

Sadhu distingue (seguendo la terminologia yogica classica) tra:

  • Savikalpa Samadhi: Stato di supercoscienza con ancora sottile dualità

  • Nirvikalpa Samadhi: Stato di supercoscienza completamente non-duale, senza alcuna distinzione

È quest'ultimo stato che Sadhu stesso sperimentò ai piedi del Maharshi, e che descrive nel capitolo finale di "In Days of Great Peace".

Ma Sadhu avverte: il samadhi non è un'esperienza temporanea da collezionare. È una trasformazione permanente della struttura della coscienza. Chi raggiunge il nirvikalpa samadhi non torna indietro. Può funzionare nel mondo, ma la sua identità non è più radicata nell'ego separato.



Spunti di Riflessione per il Ricercatore Moderno

Leggere "Samadhi" oggi, in un'epoca di mindfulness commercializzata e spiritualità fast-food, produce un cortocircuito salutare. Alcune domande emergono spontanee:

Siamo davvero pronti per la supercoscienza? O ci accontentiamo di tecniche di rilassamento che calmano temporaneamente l'ansia senza toccare le radici della nostra identificazione egoica?

Abbiamo costruito le fondamenta? Quanto tempo dedichiamo effettivamente alla vera concentrazione? Quanta onestà abbiamo nella purificazione del carattere? Quanto profondamente indaghiamo sulla nostra vera natura?

Qual è la differenza tra sviluppo psichico e sviluppo spirituale? Molti confondono i poteri sottili (siddhi) con l'illuminazione. Sadhu ci ricorda che sono strade diverse: una porta a un ego più raffinato, l'altra alla dissoluzione dell'ego stesso.

Stiamo cercando esperienze o trasformazione? La ricerca di stati alterati, di visioni, di fenomeni straordinari può essere ancora una forma sottile di consumismo spirituale. La vera domanda è: stiamo cambiando strutturalmente, o stiamo solo accumulando esperienze interessanti?

Il samadhi è compatibile con la vita ordinaria? Questo è forse l'interrogativo più bruciante. Sadhu stesso visse a Melbourne come meccanico elettrico part-time, scrivendo nel tempo libero. La sua risposta implicita è chiara: la realizzazione spirituale non richiede fuga dal mondo, ma trasformazione della coscienza nel mondo.

Possiamo ancora parlare di "esoterismo" in senso classico? Sadhu sosteneva che nel XX secolo la conoscenza "occulta" (nascosta) era ormai aperta al mondo. Non più sapere riservato a iniziati, ma responsabilità individuale di chi cerca veramente.

Scrive in "Samadhi":

"Al tempo presente i termini 'occultismo' e 'psicologia occulta', 'iniziazioni', e così via, sono abbastanza noti alla maggior parte degli intellettuali."

La domanda oggi non è "chi detiene la conoscenza segreta?" ma "chi ha il coraggio e la disciplina di applicarla?"



Perché "Samadhi - La Supercoscienza del Futuro" Rimane Essenziale


In un'epoca dominata dalla frammentazione dell'attenzione, dall'accelerazione tecnologica e dalla crisi di senso esistenziale, "Samadhi - La supercoscienza del futuro" offre un contrappunto necessario.

Non promette felicità istantanea né tecniche miracolose. Promette qualcosa di più profondo e scomodo: la possibilità di svegliarsi da un sogno che abbiamo scambiato per realtà.



Nel Prossimo Articolo...

Ma come si traducono questi insegnamenti profondi – la spiritualità senza sconti, i tre pilastri della preparazione, il Sentiero Diretto, il samadhi – in azioni concrete, quotidiane, applicabili ?


Nel prossimo e ultimo articolo di questa serie, esploreremo 10 passi pratici operativi per iniziare il cammino verso la supercoscienza. Non teoria, ma metodi specifici:

  • Come costruire vera concentrazione (non semplice "attenzione")

  • Come praticare la purificazione morale senza moralismo

  • Come applicare il Vichara nella vita quotidiana

  • Come creare routine mattutine e serali efficaci

  • Come riconoscere e superare gli ostacoli prevedibili

  • Come testare i propri progressi onestamente

Sadhu non era un teorico. Era un praticante. E nel prossimo articolo, ti mostrerò esattamente come mettere in pratica ciò che hai appreso.



"È diventato evidente che era urgentemente necessaria una sintesi che potesse spiegare la base comune di tutte le tradizioni spirituali, e allo stesso tempo trascenderle infinitamente. E il Maharshi ha fatto proprio questo." — Mouni Sadhu, Ways to Self-Realization

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